Gli inchiostri inkjet non sono disinchiostrabili:
I giornali e la pubblicità diretta stampati con
tecnologia inkjet portano a una strada senza
uscita dal punto di vista ecologico
Gli stampati inkjet non possono essere riutilizzati nella produzione di giornali e/o carta per fotocopia riciclata come invece avviene comunemente per i giornali e le riviste. L’inchiostro non può essere eliminato nel processo di riciclo; lascia un fondo scuro sulla carta di nuova produzione. Le cartiere che utilizzano carta riciclata sono in grado di sopportare limitate quantità di questi stampati nella raccolta differenziata ma quello che stanno pianificando i produttori d’inchiostro e che presenteranno alla prossima fiera "drupa" rappresenta un pericolo per la catena del riciclo della carta. La posta diretta o i giornali stampati con l’inkjet agiscono come una spugna piena d’inchiostro anche in piccole quantità questi stampati possono causare il collasso della produzione di carta grafica con fibre di riciclo.
Per paio d’anni INGEDE ha provato a risolvere questo problema con i produttori d’inchiostri e altri membri della filiera cartaria, ma ad oggi ancora senza successo. Al contrario, anche quei produttori d’inchiostro che sino ad ora si erano focalizzati sui toners solidi che presentavano una eccellente riciclabilità adesso offrono sistemi inkjet per grandi volumi incolpando per questo le richieste del mercato.
"Dobbiamo informare gli editori e i progettisti grafici" dice Axel Fischer, l’addetto stampa di INGEDE. "Anche un solo editore che investirà in questa tecnologia potrebbe seriamente mettere a repentaglio il riciclo della carta in Europa". INGEDE sta preparando un’intensa campagna d’informazione all’ingresso della fiera "drupa", la più grande esibizione mondiale nel settore della carta stampata, che si terrà all’inizio dell’estate a Düsseldorf in Germania. "Dobbiamo far presente che i prodotti stampati con la tecnologia inkjet non possono essere impiegati nella produzione di carta grafica di alta qualità", dice Fischer. Questo è il motivo per il quale questi prodotti dovrebbero essere chiaramente contrassegnati come "non riciclabili". Fischer aggiunge: "Oggi che la protezione del clima ha la massima priorità nell’agenda politica stampati non disinchiostrabili sono una enorme aberrazione."
A una tavola rotonda Europea i rappresentanti dell’industria cartaria hanno già discusso questi problemi con i membri dell’industria della stampa digitale. Per la prima volta quest’anno anche i produttori di inchiostri inkjet vogliono unirsi alla discussione. INGEDE si augura che perlomeno nel lungo termine ciò aiuti lo sviluppo di sistemi di stampa con migliore disinchiostrabilità. "Già all’atto della progettazione di un prodotto stampato, un editore o un agente commerciale dovrebbe tenere in seria considerazione la sua riciclabilità" dice Fischer.

I toners in polvere hanno delle ottime prestazione nel processo di riciclo che era stato inizialmente sviluppato per la rimozione di inchiostri offset e rotocalco. Diverse prove effettuate presso centri di ricerca per conto di INGEDE hanno confermato questi risultati.
INGEDE è un’associazione delle aziende leader nel settore cartario fondata nel 1989. INGEDE ha lo scopo di promuovere l’utilizzazione di carta grafica di riciclo (giornali, riviste e carta d’ufficio) e di migliorare le condizioni per aumentare l’utilizzo di carta di riciclo nella produzione di carta grafica e per uso domestico, igienico-sanitario.
8 avrilio 2008
Links:
Comunicato stampa
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The next "European Round Table Deinking of Digital Prints"
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